Il racconto dell’ albero – Osho

Lo so. E’ da parecchio tempo che non scrivo. Periodo di lettura, lavoro, pensieri, idee.
Tra le letture ho letto un bellissimo libro di Osho dove era un racconto che voglio riportare per esteso. In questo periodo avremmo bisogno tutti di comprenderne il significato.

Il racconto dell’ albero – Osho

C’ era una volta un vecchio albero, la cui chioma maestosa svettava alta nel cielo.
Al tempo della fioritura, danzavano attorno a lui farfalle di ogni forma, colore e dimensione. E quando era carico di fiori e frutti, gli uccelli venivano per cantare protetti dai suoi rami.
Un bambino veniva spesso a giocare sotto l’ albero e il grande albero si affezionò a quel bimbo.
Tra il grande e il piccolo è sempre possibile l’ amore, se il grande non è consapevole di essere grande. E l’ albero non sapeva di essere grande, soltanto l’ uomo ha questo tipo di percezione.
Chi è grande si preoccupa sempre di espandere il proprio ego, ma nell’ amore nessuno è grande o piccolo: l’ amore abbraccia chiunque gli si avvicina.
Ebbene, l’ albero si era affezionato al bambino, al punto da piegare i suoi rami più alti ogni volta che il piccolo veniva a giocare vicino a lui, perchè potesse prendere i suoi fiori e cogliere i suoi frutti.
L’ amore, al contrario dell’ ego, è sempre pronto a inchinarsi. Se ti avvicini all’ ego, i suoi rami si tenderanno ancor di più verso l’ alto; si irrigidirà per non permetterti di raggiungerlo.
Ogni volta che il bambino andava da lui l’ albero abbassava i rami, ed era molto contento quando il bambino coglieva dei fiori. L’ amore è sempre felice quando può dare qualcosa, mentre l’ ego è sempre felice quando può prendere.
Il bambino crebbe. Talvolta dormiva nel grembo dell’ albero, talvolta ne mangiava i frutti.
Il bambino crebbe ancora. Cominciò ad arrampicarsi sull’ albero per dondolarsi sui rami. E l’ albero si sentiva felice.
L’ amore è felice quando dà conforto a qualcuno; l’ ego è felice solo quando procura dolore.
Con il passare del tempo il peso di mille doveri avvolse quel ragazzo; in lui crebbe l’ ambizione.
Aveva esami da dare, aveva amici con cui conversare e andare in giro, perciò non veniva più così spesso. Ma l ‘ albero lo aspettava ansioso; lo invocava dal profondo dell’ anima ” Vieni, vieni, ti aspetto”. L’ amore è in grado di attendere per giorni e giorni. E l’ albero aspettava: si sentiva triste quando il ragazzo non veniva, perchè l’ amore è triste quando non può condividere; l’ amore è triste quando non può dare.
Quando può arrendersi totalmente, l’ amore è alla vetta della felicità.
Più il ragazzo cresceva, meno veniva dall’ albero. L’ uomo adulto, le cui ambizioni dell’ ego aumentano sempre di più, trova sempre meno tempo per l’ amore. Il ragazzo era ora preso dalla vita mondana.
Un giorno passò vicino all’ albero, e questi gli disse: ” Ti aspetto ogni giorno, ma tu non vieni più da me”.
Il giovane disse: ” Perchè dovrei venire da te? Cos’ hai da darmi? Soldi? Divertimento?” L’ ego ha sempre bisogno di qualche motivaione per agire, mentre l’ amore esiste senza scopo.
L’ albero disse sorpreso: ” Verrai solo se ti darò qualcosa?” L’ ego accumula, ma l’ amore dona incondizionatamente.
“Non andare via. Cogli pure la mia frutta e vendila. Così otterrai denaro.”
Il ragazzo ne approfittò subito, si arrampicò e prese tutti i suoi frutti.
L’ albero si sentiva felice, sebbene alcuni rami si fossero spezzati. L’ amore è felice anche nel dolore, ma neppure dopo aver ricevuto qualcosa l’ ego è soddisfatto!
Per molto tempo il ragazzo non tornò. Ora aveva il denaro, amici e fama, ed era occupato a spendere il suo tempo nel divertimento. Aveva completamente dimenticato l’ albero. Passarono gli anni e l’ albero era molto triste.
Dopo tanti anni, ormai adulto, il ragazzo tornò. L’ albero disse: “Vieni, vieni a riabbracciarmi”. Ma l’ uomo rispose: ” Basta con questi sentimentalismi. Quelli erano giochi da bambini.” L’ ego considera l’ amore una follia, una cosa per deboli.
Il tempo passò ancora e l’ uomo, ormai vecchio, un giorno si avvicinò all’ albero, passando di lì per caso.
L’albero subito chiese: “Cos’ altro posso fare per te? Ora che sei tornato dopo tanto tempo! Vieni a giocare con me!”
Il vecchio borbottò: ” Voglio andare in paesi lontani per vedere il mondo e guadagnare più fama”.
L’ albero allora disse: ” Taglia pure il mio tronco e fanne una barca. Sono felicissimo di aiutarti ad andare lontano. Ma ti prego, ricorda: io sarò sempre qui ad aspettare il tuo ritorno”.
Ora dell’ albero non ne era rimasto altro che un piccolo ceppo. Egli aspetta, e aspetta ancora che l’amato ritorni.
Ma l’ uomo non tornerà mai più, perchè l’ ego va soltanto laddove vi è qualcosa da guadagnare, e ora l’ albero non ha più niente, assolutamente niente da offrire.
L’ ego capisce soltanto il linguaggio del prendere, l’ amore invece il linguaggio del dare. L’ uomo non tornerà ma avrà vissuto in maniera vuota, l’ albero rimarrà solo ma pieno d’ amore per sempre. E questo è quello che da un senso alla nostra esistenza.

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