Volevo rivedere il suo sorriso subito

Io ero stregato. Anita indossava un paio di scarpe da ginnastica bianche, un jeans un po’ strappato chiarissimo quasi bianco e un maglione di lana grigio forse della Guess, sicuramente con una grossa scritta centrale di co-lor rosa. Corpo da favola in uno sguardo da Paradiso!… Aiutoooo!…
Le dissi: «Certo. Non ti disturbo, tranquilla. Quando vuoi mi chiami e ci organizziamo ok?». Non potevo rimanere con lei per aspettare il tram, dovevo far finta di non essere veramente interessato, doveva sembrare un semplice incontro al quale forse non sarebbe seguito nulla.
La salutai e mi incamminai senza girarmi indietro per guardarla anche se volevo farlo. E come se volevo farlo!
Volevo rivedere il suo sorriso subito.

Quadro di Michael e Inessa Garmash
Immagine di un quadro dei pittori Michael e Inessa Garmash

Già mi mancava.

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Estratto dal primo capitolo – Innamorati dei Sogni –

Ci sono persone che entrano nella nostra vita all’improvviso, come fulmini, per uscirne immediatamente lasciandoci la loro energia per sempre. Altre, invece, appena ci sfiorano. Sentiamo solo il profumo delicato della loro presenza in lontananza, negli spazi lasciati vuoti, nei nostri sogni. Semplicemente un’ora, un giorno, una notte. Anche solo donandoci un ingenuo e dolce sorriso, una carezza.

Guardo in lontananza, oltre la finestra illuminata dalle prime luci del mattino. Le pagine si riempiono da sole, passando attraverso la mia memoria, come nuvole, che, veloci, viaggiano nel cielo in un pomeriggio estivo. Muovo le mani sulla tastiera del mio notebook bianco con leggerezza, quasi senza fare rumore. Non voglio svegliare nessuno.

Sento il respiro delicato e dolce. Mi piace scrivere la mattina presto, quando tutto dorme. Quando sento in lontananza unicamente le voci dei netturbini, dei negozianti diretti al mercato, di qualche aereo che sorvola la città nel suo atterrare, di una nave in lontananza diretta al porto.

Anche quando piove e ci sono le nuvole nel cielo, nella nostra stanza splende sempre il sole. A volte è appoggiato sul cuscino come se lo accarezzasse dolcemente. Altre volte spunta dalle lenzuola delicato come l’alba in inverno. Splende sempre, come il suo sorriso, quando aprendo gli occhi mi osserva. Alcuni giorni, invece, il sole illumina il folletto azzurro e verde sotto la seta delle lenzuola, così buffo e timido. Ormai da sei mesi sorride sempre solo a me!

Non ho più ripensato a nulla del passato. Ho solo voluto vivere il presente come se ogni attimo fosse il dono più grande. È come se fosse tutto iniziato all’alba di quella mattina; quando accarezzando il sole con la mano ero completamente nel mio sogno.

Chiudo gli occhi, immagino ancora, e le ultime pagine colorano lo schermo. Ora posso chiudere il file. È completo, ricco e intenso. Cerco di tenere basso il volume mentre lentamente il computer si spegne. È ancora presto e adesso il sole è ancora coperto da nuvole di capelli luminosi e profumati. Si sono appoggiati a lui questa notte, mentre mi svegliavo per riprendere a scrivere. Solo un respiro si sente adesso. Tutto è calmo e silente. Anche nell’altra stanza si dorme ancora. L’alba arriva velocemente come la fine dei miei capitoli. Presto tutto sarà di nuovo intenso e vivace come sempre.

Io amo questo momento. È perfetto per ammirare il mio sogno. Per innamorarmi ogni giorno nuovamente.

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